Philippe Stutz – Incontro epicureo

Articolo
Martedì 27 Giugno 2017
Knut Schwander

Sognatore determinato, creativo e spumeggiante, Philippe Stutz è un comunicatore senza pari. Meccanico, e poi creatore di macchine, diventato orafo recentemente, quest’uomo di teatro è dotato di manualità e appassionato di tutto. Ci rivela i suoi progetti appassionanti in compagnia di un bicchiere di vino di Lucerna.

“Là, ci sarà il mio tavolo da lavoro” si rallegra Philippe Stutz, occhi scintillanti, gesti sicuri. Perché, lui, lo vede! Là, dove tutti gli altri non vedono che una stanza vuota, in fase di ristrutturazione, con il parquet sventrato e il soffitto grigio, Philippe ha già immaginato tutto: un muro nero, un altro bianco, la grande foto dai riflessi dorati, dipinta da un amico artista e il lampadario di cristallo antico e scintillante. È là che presto aprirà la nuova galleria di Lucerna di quest’orafo di 37 anni dal percorso stupefacente.

È come se fosse fatto. “Peraltro, io stesso realizzerò tutto”, aggiunge questo dinamico, giovane imprenditore e artigiano che ha già costruito scenografie per il teatro e persino la sua propria casa! Senza dubbio è il modo migliore di appropriarsi completamente del suo nuovo negozio-laboratorio-galleria nel pieno centro di Lucerna. Un luogo insolito e innovativo, che assicurerà una nuova vita all’impresa di famiglia che Philippe sta per rilevare.

A 32 anni impara l’arte dell’oreficeria…

Stutz Goldschmied esiste da più di 40 anni a Lucerna. È Peter Stutz che aveva fondato l’impresa, a due passi dal lago e dal famoso ponte di legno. Quando cercava di cedere la sua attività, Philippe, suo genero, si è presentato, di punto in bianco, per rilevarla. Unico lato negativo, Philippe non era orafo, ma un tecnico dell’Istituto di ricerca per le scienze naturali e d’ingegneria Paul Scherrer…

Quando si ama, tuttavia, il tempo e gli sforzi non contano. E Philippe era affascinato dal lavoro del suocero. Quindi si è lanciato: “Avevamo appena traslocato nella nostra casa, mia moglie Jasmin e io. Ma lei non ha esitato a sostenermi e abbiamo ritraslocato a Lucerna, dove ho ricominciato un apprendistato, a 32 anni”. Philippe è così: niente e nessuno gli resiste.

… e scopre il vino

La prova: mentre sorseggiamo, comodamente seduti sui divanetti del Lapin, ristorante dell’Hotel de la Paix di Lucerna, eccolo interpellare il proprietario, che peraltro vede per la prima volta. “Bisogna che ti presenti mia sorella: lei produce dei vini straordinari, che devi assolutamente provare”. Tutto ciò detto con quel suo sguardo sincero ma determinato, sognante e appassionato al tempo stesso. L’avreste capito alcuni sorsi di Terzett 2015 più tardi – un pinot nero di Toni Öttinbger di Kastanienbaum, alle porte della città – che l’affare era fatto.

Philippe ha imparato ad apprezzare il vino con il suocero e con Martin, suo insegnante a Soleure. “È affascinante ascoltare gli intenditori parlare delle caratteristiche dei vini.” Spiega Philippe. Il carosello di traslochi e i cambiamenti di lavoro non gli hanno sicuramente ancora consentito di allestire una sua cantina, ma questo non gli impedisce di interessarsi alla degustazione. In particolare con le dritte della sorella, che ha fatto del vino il proprio mestiere.

Narratore, orafo e ambasciatore nato

Lei si chiama Ilona Thétaz e, con Delphine Dubuis, ha fondato”Ozenit – Cantina soleggiata dal 2013” a Granges, in Vallese. Philippe è tanto entusiasta del loro progetto, quanto lo è del suo! Per quanto non sia più commerciante di vini di quanto non sia orafo da poco, Philippe è diventato il loro miglior ambasciatore spontaneo. Così, come se niente fosse, lui ha già piazzato Ozenit in alcuni dei migliori indirizzi di Zermatt, dove lui ama trascorrere le vacanze. “Parlo con le persone, sempre, ma alla fine è la qualità a fare la differenza.” Qualità del discorso, del vino o dei gioielli, per esempio.

E siccome è un narratore nato, Philippe non è mai superficiale. “Voglio che ognuno dei miei gioielli, indipendentemente dal prezzo, racconti una storia autentica.” Per questo non esita a informarsi direttamente alla fonte. “Siamo andati nello Sri Lanka, per visitare le miniere e incontrare i minatori, perché io sappia da dove provengono le pietre preziose.” Ci spiega.

Meglio ancora, applica il suo percorso ai futuri clienti. Affinché possano comprendere e appropriarsi a loro volta dei gioielli che produrrà per loro, Philippe sta studiando un modo di lasciarli partecipare concretamente alla creazione dei pezzi… Esattamente come lui stesso si occupa dei lavori di ristrutturazione del suo laboratorio o della costruzione della sua casa.

Non c’è legno, pietre, metallo… o vino che resista alla sua vitalità.

 

www.goldschmied-stutz.ch

#swisswine

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