Incontro epicureo – Marco Romano

Articolo
Sabato 30 Maggio 2020
Monica Thaler

C’è luogo a Mendrisio, che racchiude sapori e profumi di una tradizione genuina, un viale dove si susseguono grotti tipici e cantine private e una, di rinomata fama, che proprio lì ha il cuore pulsante della sua attività. 

Nella foto da sinistra: il Consigliere Nazionale Marco Romano, Monica Thaler e Stefano Romelli

Lungo questo viale, che si snoda proprio ai piedi del Monte Generoso, troviamo il Bundi, grotto dalla storia quasi secolare che deve il suo nome al primo proprietario, un certo Abbondio, detto “Bundi” in dialetto momò.

Qui aspetto l’ospite d’eccezione che, pur tra mille impegni professionali e istituzionali, in pieno periodo pre-elettorale, ha accettato con entusiasmo questo incontro. Oggi sono a pranzo con il Consigliere Nazionale, Marco Romano. Al suo ingresso, sono in tanti a riconoscerlo e salutarlo. Per quanto io non creda necessiti di presentazioni, è doveroso ricordarne la brillante carriera politica in seno al Partito Popolare Democratico. Giovane ventiduenne entra nel Consiglio Comunale del Magnifico Borgo e, come lui stesso racconta: “Ho festeggiato quella prima elezione mentre ancora studiavo a Berna, con Christa Rigozzi, che diventerà Miss Svizzera nel 2007.”

Decidiamo subito per un grande classico della cucina ticinese: polenta e funghi annaffiati da un calice di Ariete Valsangiacomo. Ottenuto da uve selezionate del Mendrisiotto, l’Ariete Valsangiacomo, è giunto proprio quest’anno alla sua 50esima vendemmia. Vino dal carattere fruttato, bene si addice ai primi piatti come quello che abbiamo scelto.

“Ho trascorso la mia infanzia e la mia gioventù a Mendrisio, dove ho frequentato tutte le scuole e spesso trascorrevo i pomeriggi con i miei nonni paterni, alla storica Trattoria Romano.” E forse è proprio in quella trattoria che il giovane Marco impara ad apprezzare il piacere della convivialità. “Pur essendo una vera frana in cucina, mi piace organizzare pranzi e cene con gli amici. Fortunatamente mia moglie Maura, che condivide con me questo piacere, si destreggia bene ai fornelli: a me lascia il piacevole compito di scegliere e stappare le bottiglie di vino.”

 Nel 2006, ottiene la licenza universitaria in scienze politiche e sociali, frequentando anche corsi di diritto pubblico e giornalismo. Da timido, quale lui stesso si definisce, esordisce: “Desideravo diventare giornalista, avrei voluto scrivere di politica e invece sono diventato un politico e sono i giornalisti a scrivere di me.”

L’attività professionale si fonde subito con quella politica, giacché prende il via come giovanissimo collaboratore di un Consigliere di Stato e, poco dopo, assumendo una doppia carica: segretario cantonale e coordinatore del Partito Popolare Democratico ticinese nonché direttore e responsabile editoriale del settimanale Popolo e Libertà.

La carriera professionale prosegue di pari passo con quella politica che Marco Romano declina a tutti i livelli, comunale e cantonale fino ad arrivare all’elezione nel Parlamento nazionale - sulla quale non ci soffermeremo poiché è già stato detto e scritto tutto e il contrario di tutto. A queste ultime seguì la rielezione nel 2015 e nel maggio 2016, è stato proposto ed eletto, primo parlamentare ticinese, alla presidenza dell’Interprofessione della vite e del vino Svizzeri (IVVS). L’IVVS è l’associazione mantello che raggruppa le 6 regioni vitivinicole della Svizzera e le 5 grandi associazioni di categoria della produzione e del commercio. “Io non sono né un produttore, né un commerciante di vino e, essendo ticinese, sono visto di buon occhio come mediatore e federatore di interessi comuni poliglotta sia dalle superpotenze Vallese e Vaud, sia dalle regioni più piccole come Svizzera tedesca e Tre Laghi” mi spiega. E continua: “Essere Presidente è per me  un onore e un piacere, un impegno importante, ma molto stimolante, alla costante ricerca di soluzioni pratiche e compromessi nell’interesse di tutti. Sono fiero, come ticinese legato al proprio territorio, quando a Berna, mi definiscono il “lobbysta del vino nazionale”.

Tanti i temi importanti sul tavolo dell’IVVS, in un momento molto difficile per il vino che vede una concorrenza estera sempre più agguerrita. “Con successo, recentemente, siamo riusciti a fare togliere dalla Politica agricola 2022, l’inutile e costoso passaggio dal marchio DOC a quello DOP nonché ad ottenere milioni aggiuntivi per una campagna di promozione nazionale che partirà già alla fine di questo anno e durerà tutto il 2020; ma c’è ancora molto che possiamo e vogliamo fare.”

… e le recenti elezioni ci rassicurano: il presidente dell’Interprofessione della vite e del vino Svizzeri, Marco Romano continuerà il suo lavoro a favore di tutta la filiera vitivinicola nazionale.